Abbigliamento da lavoro: con Sicurita la sicurezza ha stile | Intervista

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Da un’idea di Floriano Laterza, Antonio Quero, Michela Ricci e Nadia Faidiga, nel 2014 nasce Flan System s.r.l., che oggi, col marchio Sicurita.it, E-commerce e Punto vendita situato in Puglia, a Massafra (TA), si occupa di abbigliamento e accessori da lavoro, antinfortunistica e prodotti di primo soccorso. Partecipare alla rivoluzione digitale e fare impresa, al Sud, si può: quanti sogni ci vogliono per ideare un sogno? E per viverlo? L’Intervista ai fondatori di Sicurita:


Come cambia il lavoro per effetto del digitale? Oggi non facciamo altro che sperimentare percorsi, annusare opportunità, direzioni, inventare nuove domande, e produrre risposte che si svelano presto come tentativi, ipotesi da sostituire con altre ipotesi sempre più innovative, aperte, creative e performanti. La nuova stabilità, oggi, è l’instabilità. E mentre la trasformazione è già avvenuta, continuiamo a cambiare tutto, anche di noi, profondamente. Già.

Immersi in un contesto umano e professionale così rivoluzionario, come cambia il concetto di identità? E come si muovono i nostri sogni in questo panorama così “liquido”? Siamo costantemente in bilico: stretti tra il bisogno di diventare chi siamo veramente e il mondo, il quale sempre più spesso, oggi, ci chiede di essere “profili”: misurabili, definiti e inanimati. Soli.

In mezzo al chiassoso tumulto di chi tenta una strada e non si arrende, in mezzo al silenzio di chi si lancia ma resta col fiato sospeso, in mezzo alla paura di chi prepara la valigia e parte, al coraggio di chi la disfa e resta, in mezzo alle domande di chi ha giusto passo e giusta “sete”, ma viene comunque ingoiato dalla mancanza di mezzi, fiducia e condizioni, sono comunque in tanti quelli che, oggi, resistono alla confusione: abbracciano le trasformazioni di questo “nuovo mondo” con coraggio, apertura, vigore ed elasticità, ma senza smettere di proteggere, e coltivare, le loro radici di “Persone”. Decidono di sperimentare un rinnovamento guardando in faccia il futuro, con ostinazione e non dimenticano mai la loro “statura”, umana ed emotiva: scelgono di condividere “il salto”, di stare insieme.  

Come Floriano, Antonio, Michela e Nadia. Quattro giovani ragazzi, quattro amici. Quattro percorsi umani, emotivi e professionali che si sono incontrati, intrecciati e slanciati in un sogno unico, che hanno chiamato così: Sicurita, E-commerce e Punto vendita che seleziona e propone abbigliamento e accessori da lavoro, articoli di antinfortunistica e prodotti di primo soccorso.

Floriano Laterza, 29 anni. Sguardo da avventuriero, idealista, entusiasta e spirito “acceso”, sempre sintonizzato sulle frequenze del “domani”, del cambiamento e di una volontà instancabile: quella di partecipare al futuro con idee e progetti nuovi, utili ed efficaci. Con la sua tenacia e la sua capacità di persuasione ha sfidato anche i pregiudizi dei suoi, che adesso sono tra i primi sostenitori dei suoi progetti. Come leggerete dall’intervista, la sua passione è questa: inventare soluzioni e risolvere problemi. Antonio Quero, 29 anni. Realista, razionale, molto riservato. Grande perfezionista, la sua sfrenata passione è tutta per l’analisi e lo studio. Una vita segnata da eventi difficilissimi, ma che lo hanno reso presto responsabile e “centrato”, votato alla cura delle cose e degli altri, soprattutto di chi ama. Michela Ricci, 29 anni, una “timida” sbocciata grazie al lavoro. Michela ha un sorriso singolare: dolcissimo, aperto, come quello di chi è abituato a reagire alle burrasche con pazienza, sensibilità, purezza e dedizione. E poi Nadia Faidiga, 27 anni. Un percorso formativo pieno di salite insolite, che però non hanno scoraggiato il suo allenamento al sacrificio, ma al contrario, hanno rinvigorito il suo temperamento teso e a colori, la sua determinazione orizzontale.

 

Il progetto Sicurita.it: una storia di amicizia, studio, tenacia e grande passione

Allenare tenacia, ricerca, studio, curiosità, ispirazione, sana ambizione, perseveranza, decisione, pazienza, resilienza: questo ci insegna la storia dei fondatori di Sicurita, quattro ragazzi che hanno trasformato un’idea in una visione condivisa concreta.

  • Come, quando e perché nasce Sicurita: il sogno di fare impresa

Il progetto Sicurita nasce dal desiderio imprenditoriale dei due amici, legati come fratelliFloriano Laterza, HR manager per i supermercati di Alter discount, e Antonio Quero, Consulente del Lavoro e Socio Amministratore di Laboratorio Azienda s.r.l., uno studio professionale specializzato nel campo della consulenza aziendale, fiscale e del lavoro. «Ad un certo punto» raccontano «nasce l’esigenza di fare qualcosa di nostro, di dar  vita ad una nostra creatura, di sviluppare insieme qualcosa di collaterale ai nostri settori che potesse partire dal bacino di clienti già a nostra disposizione, ma che, soprattutto, potesse essere alimentato da tutti e quattro, sia in termini di competenze che di potenzialità. Abbiamo subito pensato di coinvolgere le nostre ragazze, Michela Ricci e Nadia Faidiga». È nata così la Flan System (sigla che contiene le iniziali dei due fondatori, Floriano e Antonio), società che, dal 2014, col marchio Sicurita.it, propone abiti e accessori da lavoro specifici per ogni professione, dispositivi per la protezione e la sicurezza: «Abbiamo voluto dar vita ad una creatura che fosse prima ibrida, e che poi si specializzasse con dei marchi, come quello di Sicurita. Perché? Desideriamo lasciare aperte altre porte: poter sviluppare nuove attività». Il logo racconta bene lo spirito e la Missione del progetto: la tartaruga, difatti, col suo guscio, è da sempre un simbolo di protezione, sicurezza, concentrazione, attenzione e stabilità. E le quattro zampe, che svolgono la funzione di sostegno, rappresentano proprio le quattro anime del progetto. 

Sicurita nasce subito e volutamente come E-commerce, e si sviluppa, praticamente, a casa di Antonio. È lì che vengono caricati i prodotti sul sito, e posizionati i capi da consegnare. Il livello di passione e tenacia è altissima. «Nonostante tutto, però» raccontano tutti e quattro «il primo anno è stata veramente dura». Certo, perché vendere online non è semplice, e di fatto non basta né un pc né una connessione per mettere in piedi un negozio. Antonio, Nadia, Floriano e Michela lo sanno bene.

Sanno che il Cliente, oggi, è sempre più «rotondo» e  si aspetta di ricevere un servizio “aumentato”: chiede qualità, efficienza, velocità, informazioni, disponibilità, ma soprattutto intrattenimentoL’acquisto, oggi, è un’esperienza, e chi fa commercio “virtuale” deve integrare l’online con l’offline, sposare vecchie e nuove logiche di organizzazione del lavoro: la rete è una “Persona”. A partire da queste considerazioni e da una grande passione per il digitale, i ragazzi sviluppano il progetto, che, come leggerete nell’Intervista, punta fin da subito sul servizio di consulenza, su un’integrazione di dinamiche di business appartenenti sia al vecchio che al nuovo mondo.

Il negozio “fisico”, invece, il punto vendita aperto al pubblico di Massafra (TA), è venuto soltanto dopo, nel 2015. «All’inizio è nato con funzione di ufficio, per ricevere le aziende che trovavano Sicurita online, poi è diventato Punto vendita, per soddisfare le esigenze di acquisto di molti Clienti che vedevano l’insegna ed entravano. Oggi per noi la scelta è chiara» racconta Floriano. «Vogliamo lavorare sia sul Canale fisico che sull’E-commerce».

  • Gli obiettivi di Sicurita: selezionare un’ampia scelta di abiti e accessori da lavoro, comodi, sicuri, personalizzati…e belli!

Gli obiettivi di Sicurita, che opera prevalentemente nell’ambito del B2B, e ha a che fare con la piccola e media azienda, hanno una doppia direzione: da un lato fornire consulenza specializzata nell’acquisto di abbigliamento da lavoro e antinfortunistica: abiti e accessori innovativi, di qualità e convenienti, per ogni mestiere, settore, categoria, esigenza, taglia e stagione, e dispositivi di protezione per la sicurezza contro gli infortuni sul lavoro; dall’altro selezionare e offrire un’ampia scelta di capi tecnici e personalizzati con stampa e ricamo, capaci di esaltare la professionalità e nello stesso tempo lo stile del lavoratore. Come dire: la sicurezza? Il comfort? Sì, ma con gusto, personalità e ricercatezza.

Sicurita protegge chi lavora, ma con stile.

Ed è questo il carattere distintivo dell’attività di Sicuritacreare un bisogno, “reale” ma ancora non troppo diffuso, che è quello di vestirsi bene “anche” a lavoro. Spiega Antonio: «La maggior parte di noi passa gran parte del suo tempo a lavoro, ma mentre per un avvenimento o per la vita di tutti i giorni si tende a ricercare capi belli e di qualità, a fare shopping nelle migliori boutique del fashion, quando si tratta di abbigliamento da lavoro si punta al risparmio. Secondo noi, invece, il fatto di avere un abbigliamento adeguato al proprio settore, che abbia i colori e il marchio della propria azienda, che sia comodo, tecnico (ad esempio la camicia da lavoro trivalente), personalizzato e anche piacevole dal punto di vista estetico (ad esempio il camice Reynard sfiancato per donna), è importantissimo, soprattutto in un contesto professionale. Un lavoratore non può prescindere dal suo abbigliamento. Poi, siamo in Italia: la patria del fashion».

E per il futuro? Che cosa si augurano i ragazzi di Sicurita? Di lavorare, andare avanti ed evolversi, soprattutto a livello personale. «Fare impresa, per noi, significa imparare, cambiare e crescere».

 

Intervista a Floriano, Antonio, Nadia e Michela: Sicurita siamo noi

Quanti sogni ci vogliono per ideare un sogno? Quattro. E per realizzarlo, per viverlo? Sempre quattro. L’Intervista a Floriano Laterza, Antonio Quero, Michela Ricci e Nadia Faidiga:

 

1.    Chi sei? Quali sono i tratti principali del tuo carattere?


FLORIANO: Sono estroverso, dinamico e molto impulsivo: mi immergo facilmente in ogni progetto. Questo perché sono convinto che quando hai un’idea la devi realizzare subito, senza attendere troppo, altrimenti vola via.

ANTONIO: Sono introverso, riservato, preciso, metodologico. Agisco poco d’impulso e, quando deve fare qualcosa, sono molto riflessivo: tendo a fare previsioni. Come gestisco l’imprevisto? Dipende dalle condizioni e dall’ambito in cui sorge. Nella vita privata sono una persona che riesce a controllare le emozioni, che reagisce con tranquillità alle cose che accadono. Forse questo è dovuto a un evento che è successo nella mia vita, e che mi ha segnato in maniera molto forte: la morte di mio padre. Avevo 18 anni. Questa occasione mi ha fatto capire che le cose bisogna prenderle così come vengono, anche quando capita la sventura, l’imprevisto. E che è necessario vivere il presente.

MICHELA: Sono una ragazza timida ma allo stesso tempo solare e simpatica…credo! Il lavoro in Sicurita mi ha cambiata. Ho imparato a fare cose che ero convinta di non saper fare. Gestire una attività mi appaga molto, e in qualche maniera mi ha sbloccata. Se prima ero chiusa ed insicura, ora riesco a rapportarmi meglio con la gente. Sono una persona abbastanza altruista: mi preoccupo molto per gli altri. Di me? Poco. Fondamentalmente, mi trascuro – e me lo rimprovero molto, così come mi rimprovero di essere spesso troppo impulsiva, e un po’ pessimista.

NADIA: Sono lunatica, frettolosa, istintiva e sincera. In famiglia non ho freni, e questo me lo rimprovero molto, perché proprio le persone che ci stanno vicino sono le più importanti, e dovrebbero essere trattate nel migliore dei modi. Con gli altri invece, gli amici, cerco di controllarmi e maschero il mio vero carattere per timore di essere giudicata.

 

2.    Che cosa ti appassiona, che cosa ti fa sentire davvero vivo/a?


FLORIANO: A me piace, anzi mi piace “tantissimo” lavorare: io ho bisogno di creare, sperimentare, sviluppare nuove idee e - perché no?!! - anche di sbagliare. Le mie due passioni sono la musica e le moto, infatti nasco come DJ: è così che ho vinto la mia timidezza. La musica ha tirato fuori un altro Floriano, quello del parlare molto, del relazionarsi con le persone. Con la musica, poi, mi pagavo anche piccole spese: il motorino, la benzina… Già da piccolo avevo una convinzione: se ti piace fare qualcosa, se “sai” fare qualcosa, devi trasformala, renderla produttiva.

ANTONIO: Sicuramente il lavoro: è uno degli aspetti preponderanti nella mia vita. La cosa che però mi appassiona davvero è quella di poter dare una mano, di riuscire a dare un contributo in tutte le situazioni in cui mi trovo. Dall’amico al collega, quando c’è la necessità di un mio intervento, do tutto me stesso.

MICHELA: Sicuramente il mio lavoro. Mi piace tanto stare con gli altri, relazionarmi con le persone.

NADIA: A parte il mio lavoro, adoro i bambini. Posso essere arrabbiata ma se vedo un bambino, mi illumino. Poi, cucinare. In cucina libero tutte le emozioni. Che altro? La moda, la lettura, i viaggi e la musica.

 

3.    E nel lavoro che cosa ti entusiasma? Cosa ami della tua professione?


FLORIANO: Del mondo aziendale mi piace il rapporto con le persone. Ho imparato a capire che non esiste una divisione tra vita personale e vita professionale: sei un’unica persona, sia a lavoro che a casa. Da Responsabile HR devi imparare a capire i problemi dell’altra persona, e questo mi ha cambiato tantissimo, a livello personale e professionale. In Sicurita gestisco l’area commerciale, e mi appassiona sviluppare nuove idee: inserire nuovi prodotti, relazionarmi con i fornitori, con i clienti, e fare web marketing. A me piace risolvere problemi: spesso mi rendo conto di creare un problema soltanto per ideare una soluzione!

ANTONIO: In Sicurita mi occupo della parte amministrativa, in particolar modo della parte contabile e finanziaria. Dietro ogni passo c’è una fase di studio e analisi, e questo mi appassiona. All’interno dell’azienda io sono quello più riflessivo, metodico, che prima studia la situazione, valuta i pro e i contro, e poi agisce: nel lavoro, se devo uscire allo scoperto, devo essere preparato, sempre.

MICHELA:  La cosa più entusiasmante nel mio lavoro è sicuramente quella di conoscere nuove persone, avere rapporti diretti che alla fine si trasformano in vere e proprie amicizie. In Sicurita gestisco insieme a Nadia il rapporto con il Cliente – sia il Cliente dell’e-commerce che quello del punto vendita; facciamo assistenza sui prodotti, e ci occupiamo anche dei contatti con i fornitori. In particolare, io mi occupo delle fatture e della contabilità. L’aspetto che poi davvero “amo” del mio lavoro, è il fatto di aver costruito qualcosa di importante con amici di vecchia data, essere riuscita con loro a trasformare questa idea in una vera e propria realtà. Infine, un’altra gratificazione per me, è questa: soddisfare il Cliente, trovare sempre la soluzione giusta. Sentirsi dire “Grazie” non ha prezzo!

NADIA: Nel mio lavoro mi entusiasma ricercare nuovi prodotti da proporre al Cliente (scegliere la campionatura della nuova stagione);  fornire assistenza e consigli su come personalizzare i capi (stampa e ricamo) – nella divisione dei compiti con Michela, questa è proprio la mia mansione specifica. Inoltre, vendendo abbigliamento da lavoro e prodotti sulla sicurezza, ogni giorno cerchiamo di  documentarci per presentare al meglio l’articolo, e devo dire che mi piace molto  apprendere nuove informazioni.

 

4.    Che cosa significa per te lavorare con gli altri?


FLORIANO: Amo lavorare in Team: sono convinto che da soli si è deboli, e si rischia di perdere, ma in gruppo si vince. La difficoltà, certo, è saper andare d’accordo. Il grande segreto è sapersi venire incontro e, soprattutto, ammettere i propri errori, trasformarli in una lezione.

ANTONIO: L’idea più bella, più performante, secondo me, è sempre quella condivisa, perché una persona da sola non può avere un’idea perfetta, vincente, che faccia business. In Sicurita, ad esempio, il lavoro di gruppo è sicuramente uno degli elementi che ci ha fatto crescere, e nella maniera più veloce: “insieme” hai la possibilità di vedere un problema da più prospettive, positivo e negativo, tecnico ed emozionale. Bisogna essere solo preparati e predisposti ad accettare l’idea dell’“Altro”. Se non hai questa predisposizione e rimani rigido sulle tue idee, legato alle tue convinzioni, resti immobile, non vai da nessuna parte.

MICHELA: Io conosco Floriano e Antonio da…insomma, avevamo sedici anni, non avrei mai pensato che alla fine ci saremmo ritrovati a lavorare insieme! Grazie a loro ho capito cosa vuol dire il lavoro di squadra. Non è facile trovare un gruppo di persone con le quali hai modo di confrontarti: lavorare con gli altri significa “crescere” per me. Solo cosi impari a riconoscere i tuoi limiti e a migliorare diversi aspetti del tuo carattere. Lavorare in gruppo vuol dire “forza”.

NADIA: Lavorare con gli altri è costruttivo: ci si può confrontare e migliorare insieme. In particolare poi, quando si lavora con amici, c’è una maggiore sintonia, e la giornata di lavoro scorre velocemente. Lavoriamo insieme da circa 3 anni. Ovviamente come in tutti i gruppi ci sono divergenze ma alla fine chiariamo rapidamente. Gli ingredienti giusti per un Team di successo per me sono rispetto e sincerità.

 

5.    Stiamo vivendo - tutti, nessuno escluso - un momento di trasformazioni gigantesche per il lavoro: la “cultura” del lavoro è diventata liquida. La crisi, lo sviluppo tecnologico e digitale, hanno prodotto un’evoluzione costante della domanda, dell’offerta, delle competenze, insieme ad una profonda trasformazione dell’“identità” di ciascuno, sempre più confusa con quella che, possiamo certamente definire, una “sfrenata presenza”, sui Social e sul web. “Apparire” e “consumare” sembrano essere i nuovi valori. Come si inserisce il progetto di Sicurita in questo momento di rivoluzione? La sostiene o la critica?


FLORIANO: Noi abbiamo voluto essere online, fortemente, offrendo tutti i vantaggi del web, ma con l’idea di essere il piccolo negozietto sotto casa. Viene da qui, per esempio, la scelta di contattare il Cliente dopo che ha effettuato l’ordine: anche se lavoriamo in un mercato poco saturo, quello dell’abbigliamento da lavoro e antinfortunistica, ci dobbiamo differenziare dalla concorrenza, ovvero agire sul “servizio” e non sulla vendita. Molti pensano che avviare un negozio online significhi accendere il computer e inserire un prodotto che poi si venderà da solo: nulla di più sbagliato.

ANTONIO: Noi abbiamo dato una filosofia particolare al nostro shop che è quella di essere quasi un negozio fisico, umano. Nonostante ci siano gli ordini telematici che avvengono in Rete attraverso l’E-commerce, comunque c’è il rapporto diretto con il Cliente, che ci porta a gestire il rapporto umano, sempre, anche se il nostro Cliente è dall’altra parte d’Italia. Su questo, rispetto ad altri shop online, dove c’è il rapporto del clic, del mouse e della lettura del prodotto, potremmo fare la differenza avvicinandoci all’emozione che c’è dietro il consumatore.

MICHELA: Sicuramente il nostro progetto si pone in modo positivo rispetto al cambiamento anche perché, pensiamo all’acquisto, oggi è principalmente online. Online riesci a confrontare i prezzi, scegliere la migliore offerta, acquistare in maniera comoda, pratica e veloce, 24 ore su 24, senza troppe intermediazioni. Come Sicurita, rispetto a questa rivoluzione stiamo al passo: è inevitabile. Con il Cliente online riusciamo a costruire un buon rapporto perché noi abbiamo adottato questa politica: rispetto ad alcune grosse realtà che non hanno un rapporto diretto col Cliente, noi, una volta ricevuto l’ordine, lo chiamiamo e lo ringraziamo – ascoltiamo la sua voce. In questo modo riusciamo ad interagire con lui, a costruire un rapporto di fiducia e di trasparenza che sfida la distanza fisica.

NADIA:  Di certo non potremmo criticarla. “Esserci” è determinante nel nostro settore, dobbiamo essere quotidianamente presenti sui social, in modo tale che le persone possano ricordarsi di noi nel momento in cui hanno necessità. Il punto però, è “come” gestire questa trasformazione. Internet (social annessi) dovrebbe essere un mezzo per arrivare al fine e non il fine stesso. Ad esempio, sul nostro sito oltre alle descrizioni teoriche dell’articolo, sono state inserite le nostre percezioni, in modo da far capire che l’inserimento dei prodotti non è un meccanismo automatico,  ma che ci sono delle persone che se ne occupano realmente. In più cerchiamo di instaurare un rapporto con il Cliente web grazie al contatto telefonico: mantenendo sempre una certa professionalità, cerchiamo una via confidenziale. Vogliamo distanziarci nettamente dagli operatori dei call center che tendono a offrire un servizio e a risolvere un problema in modo semplificato e ottimizzato. Noi stiamo cercando di migliorarci, di creare un’esperienza di acquisto reale per il cliente, in modo che abbia la sensazione di entrare in negozio: deve sapere con chi sta parlando.

 

6.    Sicurita non è solo E-commerce, ma anche Punto vendita, e si trova in Puglia, a Massafra, in provincia di Taranto. Qual è il vostro rapporto con il Sud? Tra gli obiettivi di business di Sicurita c’è anche quello di rompere alcuni pregiudizi diffusi, e mostrare che la tenacia, la capacità di imprendere, di “innovare” è molto viva “giù” al Sud?


FLORIANO: La crisi, secondo me, è una scusa. Le migliori idee nascono nei periodi di crisi: nella difficoltà nasce la soluzione. Fare impresa al Sud non è impossibile. Una persona che nasce qui e vuole fare impresa, tra l’altro, è avvantaggiato – dagli affitti più bassi al costo della vita meno caro, alle agevolazioni sulle assunzioni dei dipendenti. Grazie al web oggi puoi vivere al Sud e lavorare al Nord: zero “Confini”.

ANTONIO: Qui siamo visti un po’ come degli extraterrestri: certamente, siamo mosche bianche. Noi siamo una realtà emergente, che ci crede, che vuole fare impresa anche nel mondo digitale, un’impresa fatta con criterio, però, fatta di contenuti, di “fatti” che si possono realizzare.

MICHELA: Molti erano un po’ scettici, alcuni non sapevano neanche cosa significasse il termine “E-commerce”, ma poi, piano piano si sono ricreduti. All’inizio non è stato facile, soprattutto quando dovevamo interagire con una mentalità non ancora predisposta al cambiamento e all’innovazione. È stata una bella sfida. E la sfida continua: ce la mettiamo tutta.

NADIA: Penso che, in parte, l’obiettivo lo abbiamo già raggiunto aprendo una sede nel nostro paese, anziché partire e cercare di fare impresa al Nord o all’estero. Anche perché se noi giovani andassimo tutti via dal Sud, non rimarrebbe più nessuno. Invece questa è la nostra terra, vogliamo stare qui, evolverci facendo corsi di aggiornamento, studiando e soprattutto facendo crescere il nostro territorio – non trascurando l’e-commerce, ovviamente.

 

Sicurita, fare impresa: allenarsi al cambiamento, insieme

Fare impresa si può. Allenandosi all’immaginazione, al cambiamento, progettando il Futuro con un investimento continuo nel Presente, vivendo il “qui ed ora” con lucidità, forza, proattività e decisione. Essere “viaggiatori”, anche quando si viene raggiunti dai capricci dei venti della notte. Non è facile, ma per “giocare” è necessario puntare tutto, avere voglia di imparare, sempre, anche nella paura, e soprattutto avere fiducia: nei mezzi e negli strumenti che la cultura digitale mette oggi a disposizione, in se stessi, nelle proprie competenze emotive e trasversali, e negli altri. Perché insieme, il viaggio è più luminoso, aperto e visionario.

Redattrice: Valentina Chiefa

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